«Non è passato neanche un mese dallo scandalo dell’Expo
ed ecco l'inchiesta sugli appalti del
Mose, il sistema di dighe mobili per la salvaguardia di Venezia. Purtroppo,
nulla di nuovo: corruzione, finanziamenti illeciti e frode fiscale i reati contestati. Trentacinque arresti e ai
domiciliari anche il sindaco di Venezia. La corruzione va combattuta con incisive
azioni di trasparenza e prevenzione da adottare in tempi rapidi, poiché è
assurdo che in Italia siamo talmente abituati a questi scandali che quasi non
fanno più notizia. Ormai è chiaro che dietro la progettazione delle grandi
opere ci sono sempre affari illeciti.
